 MOBILITA’ DEL PERSONALE E LEGGE 104: L’ANALISI DEI 20 PUNTI IN DISCUSSIONE
“I DIRITTI NON SI COMPRIMONO!”
Prosegue al Dipartimento il confronto tra l’Amministrazione, il SAP e i principali sindacati di Polizia sulle nuove linee guida relative ai criteri di mobilità del personale e sulla nuova disciplina in materia di portatori di handicap in situazione di gravità.
L’ultima riunione, che si è svolta nella giornata del 20 aprile 2011, è stata coordinata dai Prefetti Oscar Fiorolli e Luigi Mone, rispettivamente Direttori Centrali delle Risorse Umane e degli Affari Generali, coadiuvati dai Direttori dei Servizi a loro collegati, mentre il SAP era rappresentato dal Segretario Generale Nicola Tanzi, dal Segretario Generale Aggiunto Francesco Quattrocchi e dal Segretario Nazionale Stefano Paoloni. La nostra organizzazione si è dichiarata fortemente contraria a qualsiasi tentativo di compressione dei diritti del personale sulla mobilità. Non solo.
Considerando che il confronto col Dipartimento, che dovrà portare ad una seria e definitiva rivisitazione della normativa sulla mobilità, dovrà proseguire dettagliatamente e punto per punto, abbiamo chiesto e preteso che sia dia comunque corso immediatamente ai trasferimenti previsti ed in preparazione, al fine di non penalizzare ulteriormente il personale in attesa. Ed e’ utile ricorda che, grazie alla nostra battaglia, i trasferimenti già da oggi non saranno sottoposti a misure penalizzanti relative all’età anagrafiche.
Nel dettaglio della riunione, l’Amministrazione ha presentato una serie di punti, alcuni dei quali recepiscono nostre richieste più volte fatte in passato. Altri, invece, trovano la nostra netta contrarietà e non a caso abbiamo ottenuto la garanzia di poter discutere punto per punto su ogni questione nelle prossime settimane.
1) Le richieste di trasferimento dovranno indicare il Comune di riferimento, uffici e reparti potranno essere indicati come preferenze assecondabili secondo una serie di criteri da individuare nel dettaglio. Il SAP sul punto ha espresso una disponibilità al dialogo.
2) Individuazione di precise direttive ed uniformi applicazione per valutare l’insussistenza di motivi di incompatibilità nella sede richiesta. Il SAP condivide l’impostazione relativa all’emanazione di criteri obiettivi sul tema, evitando compressioni dei diritti del personale.
3) Con riferimento all’art. 55 dPR 335/1982, il SAP condivide la necessità di rendere noto semestralmente il numero di domande di trasferimento presentate, distinte per ruoli e qualifiche.
4) L’Amministrazione propone, per quel che riguarda le sedi disagiate, di individuare un ristretto numero di sedi “particolarmente” disagiate per attribuire ai colleghi che vi hanno prestato servizio un punteggio superiore, rispetto alle altre sedi, utile per il trasferimento. La posizione del SAP è che occorra attribuire un punteggio a tutte le sedi disagiate, prevedendo per quelle “particolarmente” disagiate un punteggio aggiuntivo.
5) L’Amministrazione intende individuare una serie di uffici e reparti per i quali sia necessario il nulla osta da parte dei responsabili, periferici o centrali, per trasferimenti in entrata. Il SAP concorda sull’opportunità che questa disciplina possa avere corso per reparti speciali quali i NOCS, ma si è dichiarato contrario totalmente ad ipotesi che prevedano il nulla osta per le ordinarie Specialità, ricordando che è opportuno superare quel che, ad esempio, avviene oggi con la Polizia Postale dove è necessario il parere del Dirigente l’ufficio.
6) Analogamente al punto precedente, siamo contrari come SAP all’individuazione di particolari specializzazioni o qualificazioni per le quali si vuol prevedere di acquisire un parere preventivo di idoneità psico attitudinale. Una prospettiva accettabile, anche in questo caso, solo per reparti speciali come i NOCS.
7) E’ stato proposto un tempo minimo di permanenza, da indicare preventivamente nei bandi, presso particolari uffici che richiedono il conseguimento di brevetti, specializzazioni, qualificazioni etc. Siccome l’Amministrazione investe in formazione in questi casi, il SAP concorda con il principio del tempo minimo di permanenza per reparti e mansioni particolari, come pilota d’aereo o elicotterista.
8) L’Amministrazione ha testualmente proposto “l’accertamento della possibilità giuridica concernente l’applicabilità dell’art. 42 bis dLgs 151/2001 al personale della Polizia di Stato”… Si tratta di una ovvietà che non solo condividiamo, ma pretendiamo! Da anni ci battiamo per la tutela del personale la tutela familiare e le assegnazioni prolungate, con svariate sentenze del Giudice che ci hanno dato ragione. L’obiettivo, adesso, è passare presto dalle parole ai fatti, visto che la nostra Amministrazione si oppone con sistematicità a questo diritto sancito da una legge.
9) Individuazione di termini relativi alla calendarizzazione dei movimenti, alla presentazione delle istanze, alla formazione e pubblicazione delle graduatoria, alla possibilità di integrazioni e revoche delle istanze. Un punto che il SAP condivide e che vogliamo discutere nei dettagli per stabilire questi termini nell’interesse del personale.
10) L’Amministrazione ha proposto una serie di parametri per la formazione delle graduatorie relative ai trasferimenti: anzianità di sede, con particolare incidenza per quelle particolarmente disagiate; anzianità di ruolo; esigenze personali e familiari, comprese quelle a carattere assistenziale; precedenti trasferimenti di autorità per esigenze di servizio. Il SAP, nel condividere l’impostazione di massima, ritiene che il punto relativo all’anzianità di ruolo possa e debba essere spunto per non penalizzare il personale che da anni attende di essere movimentato.
11) Per quel che riguarda le aggregazioni ex art. 7 dPR 254/99, l’Amministrazione ha ipotizzato da un lato di prevedere un primo periodo di assegnazione temporanea maggiore rispetto all’attuale (l’ipotesi è quella dei sei mesi), mentre dall’altro si vorrebbe introdurre il principio per cui la permanenza in posizione ex art. 7 oltre tale termine non concorra a determinare l’anzianità nella sede ove si presta servizio e dalla quale si aspira ad essere trasferiti. Una posizione inaccettabile per il SAP che contrasterà in ogni modo il tentativo di comprimere i diritti del personale, considerando che questo istituto nasce per tutelare situazioni di gravità, pur a carattere temporaneo e risolvibile. Siamo aperti, ovviamente, alla possibilità di incrementare il primo periodo di aggregazione, ma contrarissimi all’ipotesi che i successivi, eventuali periodi non concorrano alla maturazione dell’anzianità in sede. Inaccettabile!
12) Analogamente al punto precedente, siamo fermamente contrari all’ipotesi – fatta dall’Amministrazione – che la frequentazione di più corsi con le agevolazioni previste dall’art. 78 del dPR 782/1985 non concorra a determinare l’anzianità di sede in uscita. Come sopra, proposta totalmente irricevibile: non si comprimono i diritti dei colleghi!
13) L’Amministrazione ha proposto, testualmente, un “esame della fattibilità di ridurre percentualmente l’anzianità di sede di uscita in caso di trasferimento intermedio verso la sede di definitiva aspirazione (concetto di servizio disagiato, in funzione della sede di assegnazione rispetto a quella ambita)”. In pratica, si tratterebbe di mutuare, almeno in parte, quanto già previsto per altri Corpi di Polizia. La posizione del SAP è che occorra un’analisi approfondita della questione, pertanto ci riserviamo di esprimere il nostro parere.
14) Per quel che riguarda, invece, un’attenta analisi dei criteri relativi ai movimenti nell’ambito della stessa sede, le eventuali precedenze e limitazioni siamo pronti come SAP a discutere nel merito e nel dettaglio.
15) L’Amministrazione ha proposto di avviare una verifica sperimentale con l’obiettivo di assegnare gli Allievi Agenti, al termine del corso di formazione, sulla base di una graduatoria unica nazionale e secondo disponibilità dopo aver disposto i movimenti del personale in servizio. Posizione sacrosanta che il SAP sostiene da sempre perché non si possono inviare neo Agenti in sedi dove occorrono anche più di quindici anni, oggi, per arrivarci. Prima si accontentano i colleghi in servizio, poi – secondo disponibilità – si assegnano gli Allievi. Principio sul quale c’è poco da discutere, a nostro avviso.
16) Per quel che riguarda gli istituti di formazione, l’Amministrazione vorrebbe rendere effettiva ed incisiva l’attività dei Tutors, utilizzando anche neo Agenti individuati durante i corsi e ritenuti idonei dal Direttore della Scuola. Anche in questo caso, si tratta di una proposta che abbiamo respinto al mittente. I Tutors, a parere del SAP, vanno ricercati tra i colleghi già presenti all’interno dell’Amministrazione, dove esistono fior di professionalità, dove c’è gente operativamente valida che può insegnare molto alle giovani leve, dove ci sono uomini e donne dotati di grande cultura e preparazione.
17) L’Amministrazione intenderebbe non escludere l’idea di introdurre limiti di età per l’assegnazione di personale ad alcune tipologie di uffici e reparti. Posizione, come più volte detto e ribadito, totalmente irricevibile. Nessun limite di età, nessun ulteriore controllo psico-fisico per gli operatori dei Reparti Mobili e Reparti Prevenzione Crimine, tanto per essere chiari. E neppure devono esserci assurde limitazioni a chi, operando già in questi uffici, chiede di essere trasferito ad altri reparti della medesima “specialità”. Se si è idonei ai servizi di Polizia, lo si è per qualunque ufficio e a qualunque età! Principio sul quale non è possibile scendere a compromessi.
18) L’Amministrazione ha proposto inoltre, testuali parole, di individuare “ipotesi risolutive od attenuative dirette ad abbassare, sia pure progressivamente, il limite di età media del personale in servizio in alcune sedi sensibili per raggiungere le quali occorre possedere una elevata anzianità nella sede di uscita (es. riservare una modesta percentuale delle disponibilità alle nuove immissioni in servizio)”. La posizione del SAP è che per risolvere un problema si vada a penalizzare personale che aspetta da anni, siamo nettamente contrari – come già detto – all’ipotesi di assegnare personale di prima assegnazione in sedi ambite per le quali servono molti anni di anzianità. Sul punto lavoreremo molto per trovare soluzioni che riducano questi tempi di attesa, non certo che incrementino i tempi!
19) Il SAP ha condiviso la proposta dell’Amministrazione, testuali parole, di “individuazione dell’ordine temporale delle procedure, nell’ambito dei posti resi disponibili, secondo priorità di sede di uscita: a) trasferimenti a domanda nell’ambito della stessa sede (Comune); b) trasferimenti a domanda nell’ambito della stessa provincia; c) trasferimenti da altre sedi; d) trasferimenti per fine corso.
20) L’Amministrazione ha chiesto, infine, ai sindacati di individuare modalità di transito, sia pure gradualmente, dal sistema in vigore alle nuove procedure di mobilità. Come dichiarato all’inizio di questo documento, siamo disponibili purché si proceda subito e senza indugio a disporre i previsti trasferimenti.
Infine, ma non meno importante, per quanto attiene l’attuazione dell’art. 24 della legge 183/2010 (modifiche alla disciplina in materia di assistenza a portatori di handicap), il Prefetto Mone ha illustrato le modifiche apportate nella nuova bozza di circolare rispetto alla precedente. Il SAP in tale circostanza ha rinnovato l’opportunità, prima di esprimere un giudizio definitivo, di conoscere ed approfondire i criteri di mobilità legati a tale argomento. La parte ministeriale, nell’accettare tale proposta, ha quindi concordato che nella prossima riunione, subito dopo le festività pasquali, si partirà dall’individuazione di criteri oggettivi per la mobilità del personale coinvolto nell’assistenza a portatori di handicap in situazioni di gravità, dalla loro incidenza per quanto attiene la mobilità ordinaria, dalla gestione delle istanze già pendenti e dalle eventuali priorità da attribuire secondo il grado di parentela.
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