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Ancora una volta il personale della Polizia di Stato viene penalizzato e leso nei suoi diritti! Ma il SAP non ci sta... Grande rilievo del CORRIERE della SERA alla nostra denuncia: la battaglia del SAP non finisce qui!
ROMA - Aveva seguito le lezioni per diventare capo fanfara dell' Arma e si è ritrovato diplomato in gestione aziendale.
Ancora meglio è andata al sottufficiale dell'esercito che dopo aver studiato da artificiere ha ottenuto l'attestato di operatore chimico e biologico. E il miracolo provocato da un decreto intenninisteriale che ha equiparato gli attestati dei corsi di formazione seguiti dai marescialli delle forze armate, dei carabinieri e della Guardia di Finanza ai diplomi rilasciati dagli Istituti professionali. Un provvedimento approvato alla chetichella nel, luglio scorso su proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini con l'accordo dei responsabili della Difesa Ignazio La Russa, dell'Economia Giulio Tremonti e del Lavoro Maurizio Sacconi. Un bel vantaggio per gli interessati, ancor più tenendo conto che da questo beneficio sono state invece escluse le forze di polizia.
Ora i rappresentanti di quest'ultima categoria sono in rivolta. I sindacati, Sap in testa, protestano con il titolare del Viminale Roberto Maroni. E proprio a lui il segretario Nicola Tanzi ha inviato una lettera per chiedere come mai il governo < da quella del carabiniere e del finanziere». E soprattutto «perché si sia deciso di ledere in maniera così profonda la nostra dignità». In tutto sono due semplici articoli di legge, già pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, nei quali è specificato come il provvedimento sia destinato «ai marescialli e ai sergenti delle Forze armate, nonché agli ispettori e sovrintendenti dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza che abbiano completato con esito favorevole i corsi di formazione generale, professionale e di specializzazione presso scuole e istituti di formazione militari, presso i reparti di impiego o presso scuole e centri di specializzazione, qualificazione e aggiornamento professionale anche non militari, sia in Italia che all'estero». Quali siano i vantaggi non è difficile comprenderlo, visto che il titold di studio costituisce uno dei requisiti fondamentali per gli avanzamenti di carriera. E dunque, quando sarà approvata la legge di riordino, avranno i titoli per diventare ufficiali, con tutti i benefici che ciò comporta, compreso quello economico. Ma già ora possono vantare un diploma da sfruttare anche in caso di congedo. Nelle tabelle allegate al provvedimento ministeriale sono indicate le cosiddette «equipollenze».
Si scopre così che un nocchiero di porto della Marina che ha frequentato il corso di radiofonia diventa operatore per le telecomunicazioni. Un sottufficiale dell'esercito che ha seguito le lezioni per maniscalco o istruttore cinofilo, sarà invece diplomato come operatore agro-turistico. E i carabinieri che dimostreranno di aver partecipato alla formazione' come conoscitori della lingua araba, francese, inglese o tedesca otterranno un attestato per operatore dell'impresa turistica. Questa mattina tutti i sindacati di polizia manifesteranno contro i tagli del comparto sicurezza.
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