Dopo 42 anni di onorato servizio, con più di 6 milioni di telefonate ogni anno, fra poche settimane il 113 va in pensione. Il numero telefonico di riferimento della Polizia di Stato scomparirà in tutta Italia mentre rimarrà attivo il 112, il numero dei carabinieri. E pare che questo, in certe zone della provincia stia creando qualche malumore tra i due corpi delle forze dell’ordine. Forse anche di questo, si è parlato ieri mattina durante l’incontro svoltosi in prefettura, tra il Prefetto, Benedetto Basile
e le organizzazioni sindacali della Polizia (Consap, Sap, Silp e Siulp).
E molto probabilmente, la riunione ha avuto come argomento centrale quello che sta succedendo nel paese di Mirandola, dove pare che il coordinamento fra le forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri che fino ad oggi ha funzionato, assicurando una copertura completa del territorio, potrebbe in futuro scricchiolare.
Sembra infatti che siano emersi dei problemi sulle mansioni dei due corpi, al punto che uno dei due avrebbe deciso di fare da sè, con grande ‘disappunto’ dell’altro.
L’incontro, richiesto dai sindacati della Polizia, doveva servire a fare un po’ di chiarezza sulla attuale situazione del coordinamento della sicurezza, fra le varie forze dell’ordine.
E in maniera più specifica, per quanto riguarda la nostra provincia, per i Comuni dell’area nord dove il casus belli della storica competizione fra i due ‘corpi’ si sarebbe riaccesa.
Alimentata da mancanze di personale.
I sindacati della polizia hanno spiegato, infatti, le gravi problematiche di personale del commissariato di Mirandola, spiegando che se non saranno presi al più presto dei provvedimenti, si rischia di lasciare il paese, scoperto in determinate ore della giornata.
Il Prefetto ha preso atto della situazione e dell’insufficienza organica, impegnandosi a segnalare nelle competenti sedi ministeriali la necessità di un aumento del numero di operatori assegnati al commissariato.
Fabio Giammarco segretario del Sap commenta l’incontro: «Sono seriamente preoccupato, del livello di coordinamento nel nostro territorio, ma soprattutto perchè il problema non è solo della nostra provincia, ma in tutta Italia.
Questa è la conseguenza di quello che si decide a Roma.
Dopo anni di servizio e di rappresentanza sindacale, non mi fido più di quello che fanno i politici, sia di sinistra, che di destra».
In effetti la situazione sembra che stia peggiorando, anche in termini di coordinamento delle forze dell’ordine.
Nonostante 15 giorni fa si sia tenuto un tavolo di lavoro, fra tutte le forze dell’ordine, finalizzato proprio a trovare un coordinamento, sembra che qualcosa, ora, sia cambiato.
Insomma una brutta gatta da pelare per il Prefetto.
Massimo Nardi
fonte modenaqui.it
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